“Ma per rendersi conto dello stato di collasso in cui versano i pronto soccorso di Roma e del Lazio l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato aveva proprio bisogno di recarsi all’ospedale San Camillo e decidere addirittura con un colpo ad effetto di aprire un’indagine? Il sovraffollamento nei pronto soccorso è una piaga antica, più volte denunciata,  che tuttora continua ad affliggere la Regione Lazio ed è davvero sorprendente che l’assessore D’Amato che in questi due anni di pandemia si è recato spesso all’istituto Spallanzani non fosse a conoscenza di quello che succede qualche metro più in là, cioè al ps del San Camillo. Il problema non si risolve con la richiesta di ‘audit’, ma con investimenti sull’edilizia sanitaria. Nel caso specifico del San Camillo serve un ampliamento del pronto soccorso   ( i progetti già ci sono) e la creazione di nuovi posti letto perché i pazienti che dopo il triage  devono essere ricoverati, mancando la possibilità di essere collocati  nei reparti, sono costretti a sostare anche per intere settimane nei locali del pronto soccorso in attesa che si liberi un posto letto o di essere trasferiti in altra struttura.  Allora, visto che nel Pnrr non sono previsti interventi specifici per l’ampliamento e la ristrutturazione delle strutture ospedaliere già esistenti ma solo per la diagnostica per le immagini e per la realizzazione di case e ospedali di comunità e per le centrali operative territoriali, l’assessore D’Amato deve assolutamente trovare risorse per ampliare i reparti di emergenza degli ospedali e per aumentare i posti letto, e poi dopo pensare all’apertura di nuovi nosocomi.” Lo dichiara il consigliere regionale di Fdi Massimiliano Maselli.

 

 

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