La frase scandita in finale del suo discorso di chiusura, alla conferenza programmatica di FdI, è una promessa che Giorgia Meloni fa ai suoi, agli avversari e a tutti gli italiani: “Sarà l’orgoglio a portarci alla guida di questa nazione insieme a quei milioni di persone che volevate vinte e che per vinte non si sono date e che hanno aspettato e combattuto perché le loro idee potessero arrivare alla guida di questa nazione. Sarà con questo orgoglio che vi guarderemo negli occhi, vi sfideremo, e vi batteremo, ci faremo trovare pronti. Voi fatevi trovare pronti“.

Noi siamo navigatori non politici da surf

Una sfida cui si accompagna la proposta. “Ho fatto un discorso di un’ora e un quarto e mi dicono che non ho parlato di programmi. Oppure dicono che dietro la Meloni non c’è nessuno. Questo evento è la risposta. Dopo avere visto questo nessuno, dotato di senso, potrà più dire che dietro la Meloni non c’è nessuno”.

Quindi ha voluto marcare una differenza con gli altri politici: “Cavalcano l’onda del consenso facile, noi qui abbiamo pensato non alle beghe di partito ma al futuro della nazione. I politici si fanno dominare dagli eventi ma mentre c’è una tempesta in corso non si può cavalcare l’onda. Gli altri sono surfisti, noi siamo navigatori, seguiamo una rotta e non cavalchiamo l’onda, noi intendiamo dominare l’oceano. Per essere un navigatore devi studiare e studiare. E noi siamo questo, abbiamo riempito la nostra cambusa di progetti, siamo pronti a salpare con un equipaggio solido. Il nostro è un nuovo viaggio che porterà le idee dei conservatori al governo di questa nazione”.

La storia la fanno i coraggiosi, non i vigliacchi

Certo – ha aggiunto – “bisogna avere coraggio per sfidare le forze che muoveranno contro di noi. Ma la storia insegna che la perseveranza serve. Cristoforo Colombo non ha sfidato lo scetticismo di chi diceva che non si poteva andare oltre il limite? La storia non la fanno i vigliacchi, anche se oggi girano troppi vigliacchi che abbattono le statue come quella di Cristoforo Colombo”.

A Milano si è parlato di programmi, dei temi che interessano gli italiani: energia, Europa, di ambiente, made in Italy,  infrastrutture, scuola, casa. “Abbiamo detto che continuano a sbarcare migliaia di immigrati clandestini mentre noi ci dobbiamo occupare di profughi veri, e la proposta più seria resta quella che abbiamo fatto noi e si chiama blocco navale. Abbiamo detto che va abolito il green pass perché non moriremo cinesi. Abbiamo parlato di lavoro e delle storie di tanti che non saranno sul palco del Primo maggio a un concerto organizzato da sindacati che difendono spesso i loro iscritti e non i lavoratori”.

Bacchettate alla stampa mainstream: fate domande lunari

“Abbiamo parlato di tutto questo e poi viene il giornalista di turno e chiede a nostro delegato: senta, ma questa maglietta scura è un omaggio alle camicie nere?”. E’ stato, questo, uno dei passaggi del discorso di Giorgia Meloni più applaudito. Dopo avere riferito di questa domanda ha mimato incredulità e sconcerto: ha allargato le braccia, sgranato gli occhi, si è portata le mani alla testa. Una gestualità che diceva più delle parole. per poi concludere: “Ma vi rendete conto di quanto siete lunari? Vi rendete ridicoli. Lo dico anche per voi, per la vostra professionalità, rifiutatevi di fare queste domande.  Ma davvero pensate che saranno questi temi a tiraci fuori da una crisi globale?”. ” Voi – è stato l’affondo finale contro la stampa che cerca di mettere nell’angolo fdI – fate le riunioni di redazione per cercare una scusa per non raccontare quello che qui avete visto. Ma fatevene una ragione: il vostro  racconto non passa. Cercavate di chiuderci in un recinto e non vi siete accorti che mentre raccontavate questa favoletta noi costruivamo un grande partito, che di recinti non ne ha”.

“Non ci siamo fatti mettere in un recinto”

“Voi – ha incalzato ancora Meloni –  sognate una destra sfigata, nostalgica e cupa e invece noi siamo una destra vincente, seria, moderna, credibile, rispettata che non si è fatta mettere all’angolo e adesso siete voi nell’angolo con i vostri argomenti cretini. Una destra che per di più ha al vertice una donna mentre a sinistra le donne si devono accontentare dei ruoli che gli uomini scelgono per loro e non vi va giù. Non vi va giù perché non riuscite a capire come tutto questo sia potuto accadere a un partito che non controlla le tv e i giornali e non aveva i poteri forti alle spalle. Come è successo? – ha aggiunto – con lavoro, serietà, studio, gente onesta. Voi raccontatevi le vostre favolette e noi intanto facciamo la storia”.

L’appello al centrodestra: servono chiarezza, regole, orgoglio

Meloni ha dedicato la parte finale del suo discorso al centrodestra, premettendo che non avrebbe fatto polemiche perché  “non faccio favori alla sinistra”. “La questione è semplice – ha detto Meloni – se gli alleati vogliono stare con noi contro la sinistra servono chiarezza, regole, orgoglio. Per chiarezza intendo che se si sta da questa parte si vince e si perde tutti insieme e non ci si allea con i nostri avversari. Per regole intendo che se si stabiliscono regole valgono per tutti, e che un governatore uscente come Musumeci non si manda a casa per fare dispetto a qualcuno, i siciliani non meritano di veder tornare il malgoverno della sinistra”.

E infine l’orgoglio. Che Meloni ha definito la “chiave di volta” di tutto il ragionamento. “Noi abbiamo la responsabilità di rappresentare decine di milioni di italiani considerati privi degli stessi diritti di chi si dichiarava di sinistra. A noi ci chiedono conto del vestito scuro, ad altri trovano 24mila euro arrotolati nella cuccia del cane e tutti fanno finta di niente. Se io avessi avuto un cane così esoso che cosa sarebbe successo?  Orgoglio significa che non sopporto complessi di inferiorità. Orgoglio significa dare piena rappresentanza a quei milioni di italiani che sono maggioranza silenziosa. Noi speriamo di farlo col centrodestra, ma sia chiaro che noi lo faremo comunque”.

L’avviso ai “naviganti di sinistra”

Quindi la conclusione, e l’avviso per i “naviganti di sinistra”: “Non accetteremo di essere figli di un dio minore che non esiste. Esiste Dio e sì, siamo suoi figli, orgogliosi, non ci sentiamo inferiori a chi un Dio pensa di non averlo. Non ci troverete mai con lo sguardo basso a chiedervi permesso perché noi abbiamo scelto di essere diversi da voi. Stateci dietro se ne siete capaci, rispondete nel merito se siete capaci. Non continuate a scappare perché sarà l’orgoglio a portarci alla guida di questa nazione insieme a quei milioni di persone che volevate vinte e che per vinte non si sono date. Sarà con questo orgoglio che vi guarderemo negli occhi, vi sfideremo, e vi batteremo. Fatevi trovare pronti. Noi ci faremo trovare pronti, auguratevi di esserlo anche voi”.

Per saperne di più sulla conferenza programmatica clicca qui  https://mailchi.mp/lagazzettatricolore.it/edizione-1-maggio-2022?e=7c57a65003

 

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