Su mia richiesta si è svolta in Commissione Sanità un’audizione per sensibilizzare la Regione Lazio sul tema del rimborso  dei test genomici per pazienti affette da carcinoma mammario. In Italia si stimano circa 700mila donne diagnosticate con carcinoma mammario, di cui il 10% nel Lazio (quindi circa 70mila donne).  Ad oggi, le donne che si sottopongono ad asportazione di carcinoma mammario localizzato devono sottoporsi, oltre che alla terapia ormonale, ad un numero variabile di sedute di chemioterapia non sempre utili ed efficaci. I test genomici da effettuare sulle pazienti che si sono sottoposte ad un intervento chirurgico per carcinoma invasivo della mammella rappresentano un valido strumento decisionale per i clinici. Infatti il loro utilizzo potrebbe evitare gli effetti tossici della chemioterapia adiuvante nelle pazienti che non ne avrebbero beneficio clinico. In sostanza un test in grado di personalizzare  il trattamento e che limiterebbe il ricorso alla chemioterapia solo quando ritenuta efficace. Fino ad oggi in Italia solo la Provincia Autonoma di Bolzano e la Regione Lombardia  si sono attivate per rimborsare tali test. Quello che ho chiesto nel corso dell’audizione è di individuare un percorso che possa prevedere il rimborso dei test genomici anche nella Regione Lazio, considerato che il loro utilizzo assicura una migliore qualità della vita e arreca vantaggi in termini di appropriatezza delle prestazioni e di minor costi per il sistema sanitario regionale.

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