Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all’unanimità  due importanti leggi. La prima  concernente “Disposizioni in materia di tutela della salute sessuale e della fertilita’ maschile”. Il provvedimento, che ho presentato insieme ad altri  colleghi,   mira ad agevolare la prevenzione, la diagnosi precoce e il miglioramento delle cure delle patologie uro-andrologiche. E’ stato  anche approvato un ordine del giorno  che ho presentato insieme al collega Patanè,  con il quale si chiede alla Giunta regionale di individuare nell’Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini il centro di riferimento regionale dedicato alle patologie uro-andrologiche, della sessualita’ e della riproduzione maschile. Le disposizioni finanziarie , destinate a finanziare gli “interventi di promozione della conoscenza delle principali malattie uro-andrologiche attraverso campagne di informazione e prevenzione nelle scuole”. ammontano a 50mila euro per ciascuna annualita’ 2020-2021. Obiettivo della legge quello di tutelare la salute dei ragazzi, attraverso un programma di screening e prevenzione delle patologie andrologiche per tutti gli uomini di eta’ compresa tra i 15 e i 24 anni, proponendo di creare una serie di strutture di andrologia urologica presso le aziende sanitarie locali per intercettare, diagnosticare e trattare le patologie. La seconda legge approvata è quella recante ‘Disposizioni per promuovere la conoscenza delle tecniche salvavita, della disostruzione delle vie aeree, della rianimazione cardiopolmonare anche con l’impiego del defibrillatore e delle tecniche di primo soccorso.’   Tra le previsioni di questa legge spiccano quella del  piano triennale degli interventi per la promozione delle tecniche salvavita che dovrà essere emanato dalla Giunta entro 60 giorni  dall’approvazione della legge (anche se spero che possano ridursi a 30), la  norma sulla diffusione dei defribillatori e quella sulla formazione relativa alle tecniche salvavita, inserita quest’ultima grazie alla mia attività emendativa. La legge punta quindi sia alla divulgazione, alla promozione e alla conoscenza delle tecniche salvavita con particolare attenzione alla prevenzione del soffocamento accidentale nei bambini, ma anche a quelle di  primo soccorso. C’è bisogno di promozione non solo nelle scuole, nelle mense, nei luoghi pubblici e nei centri sportivi, ma soprattutto nelle famiglie, perché purtroppo in passato abbiamo registrato una moltitudine di situazioni con genitori che, di fronte a incidenti di questo tipo, spesso drammatici, si sono trovati nell’impossibilità di fare alcunché perché non  in grado di intervenire. Serve un’adeguata preparazione, una formazione specifica che permetta alle famiglie, ai genitori, la conoscenza di quelle poche ma fondamentali manovre che possono essere determinanti ad evitare delle vere e proprie tragedie. Credo che il Consiglio regionale abbia fatto un ottimo lavoro, condividendo in maniera trasversale due  norme di grande civiltà.

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