Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato, dopo una lunga maratona in aula terminata il 2 agosto,   il Piano territoriale paesistico regionale, un piano paesaggistico  che sottopone a specifica normativa d’uso il territorio della nostra regione con la finalità di salvaguardare i valori del paesaggio ai sensi di una serie di  articoli del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il Ptpr approvato sostituisce i Piani territoriali paesistici attualmente vigenti, costituendo un unico piano paesaggistico per l’intero ambito regionale (con l’esclusione della parte di territorio relativa al ‘Piano Valle della Caffarella, Appia Antica e Acquedotti). Pur non condividendo l’impostazione e la filosofia alla base di questo provvedimento ritengo comunque  importante la sua approvazione per dotare i sindaci,  le categorie produttive e i cittadini di uno strumento che disegna nuove tutele per i territori della nostra regione. Insieme ai colleghi del centrodestra ho infatti cercato di migliorare il testo attraverso una serie di emendamenti. Tra i più importanti ricordo quello sulla Carta dell’Uso del Suolo (importante supporto alla determinazione del sistema dei paesaggi in quanto caratterizza il contesto di trasformazione e di compromissione del territorio a seguito del quale trova la giusta definizione la tutela da esercitare); sullo Sviluppo della Montagna (per incentivare lo sviluppo delle zone montane del Lazio si vuole consentire la realizzazione e l’ammodernamento di infrastrutture e attrezzature finalizzate alla crescita ed economica legata al turismo); sulle Zone Boscate (escludere dai beni tutelati i boschi cedui che per loro natura rappresentano un bene economico rinnovabile); sulle Fasce di Rispetto dei Centri Storici (riduzione a cinquanta metri della fascia di rispetto dei centri storici, aree che hanno costituito negli anni lo sviluppo e il completamento dei piccoli comuni del Lazio che necessitano di completare senza ulteriore consumo di suolo tali ambiti); sulle Attività Estrattive (possibilità per gli operatori di un settore  rilevante e trainante per lo sviluppo economico del territorio di poter sviluppare la propria attività anche in zona vincolata e naturalmente con le necessarie tutele). In definitiva, pur non essendo un Piano ottimale, è comunque uno strumento che dà maggiore certezze agli amministratori che potranno programmare lo sviluppo dei propri territori in un quadro normativo di riferimento  certo e definito,  nel rispetto della tutela dell’ambiente.

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