A Roma e nel Lazio, oltre al problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, esiste un’altra emergenza. Quella dello smaltimento dei rifiuti speciali che rischia di creare un danno enorme all’intero sistema produttivo
regionale.

Le aziende presenti sul nostro territorio stanno esaurendo gli spazi temporanei per il deposito di rifiuti industriali e lamentano la mancanza di impianti nella nostra regione in grado di smaltire i loro rifiuti. Il rischio è che le aziende si trovino costrette a dover fermare la produzione, con conseguenti incalcolabili danni per la loro stessa sopravvivenza e con pesanti ripercussioni in tema di sviluppo e occupazione. E’ per questo – spiega – che serve approvare con la massima urgenza un piano regionale di gestione dei rifiuti che individui nuovi impianti per lo smaltimento sia dei rifiuti solidi che di quelli speciali. Bisogna uscire dall’ambiguità e dire basta sia alla demagogia che tutto può essere differenziato, che alla politica fin qui portata avanti di non voler costruire nuovi impianti costringendo così il Lazio a esportare rifiuti, a costi esorbitanti, fuori dalla regione e all’estero. E’ stato calcolato che per portare i rifiuti fuori da Roma nei prossimi due anni ci vogliono 188 milioni di euro. Una vera assurdità.

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