La  carenza  di personale del comparto sanitario, causato soprattutto dal blocco del turn over protrattosi per circa un decennio, ma che rischia di aggravarsi per l’innalzamento dell’età media del personale e per le uscite dovute a ‘Quota100’, è un problema serio e complesso. Per affrontarlo servirebbe una sorta di piccolo Piano Marshall, nel senso che sarebbe necessario  fare un grande piano assunzionale che però non trascuri tutto quel patrimonio che la Regione Lazio ha già a sua disposizione. Mi riferisco ai tantissimi lavoratori precari che da anni prestano servizio nelle diverse strutture sanitarie dislocate su tutto il territorio regionale e che hanno maturato una professionalità che non può andare perduta. Per affrontare il complesso tema del precariato nella sanità la Regione Lazio dovrebbe avviare un’azione di coordinamento tra tutte le aziende sanitarie per avere una linea univoca e omogenea, ed evitare  così che ogni singola azienda vada per conto proprio. Non è possibile, ad esempio, che ci siano aziende ospedaliere che bandiscono concorsi senza le prove preselettive salvaguardando così il personale precario già in servizio, come il Sant’Andrea,  ed altre che invece fanno ostinatamente il contrario, come la Asl Roma 2 (a tal proposito ho fatto richiesta di un’audizione in commissione Sanità con il management dell’azienda, con l’assessore alla Sanita’ e con le organizzazioni sindacali  per avere chiarimenti). Adesso che anche una recente pronuncia del Tribunale di Napoli (decreto del 25.06.2019) si  è espressa a favore della stabilizzazione del personale precario, serve più che mai seguire una strada che sia uguale per tutti e che, personalmente,  ritengo sia quella di eliminare dai concorsi nel comparto sanitario le prove preselettive per chi vi lavora da tanti anni, tutelando e salvaguardando così il personale precario. Ricordo, infine, che la questione investe anche il personale del privato accreditato che da circa 12 anni è in attesa del rinnovo contrattuale e dove si registra una tendenza sconfinata a contratti a partita Iva e a personale esternalizzato.

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