Ancora oggi, e siamo a metà febbraio,  non sappiamo se e quando la Regione Lazio uscirà dal commissariamento della sanità. Eppure Zingaretti aveva annunciato tempo fa un’ipotetica uscita entro dicembre 2018. Se ne è parlato durante una seduta straordinaria del Consiglio Regionale che è stata l’occasione, oltre che per chiedere al presidente della Regione chiarimenti sulla mancata uscita dalla fase di commissariamento nei tempi da lui previsti, anche per fare il punto sullo stato di salute della sanità regionale e sulla necessità che anche il Lazio adotti un proprio modello di sanità . A tal proposito nel corso del mio intervento in aula ho voluto lanciare dei messaggi all’assessore competente,  elencando una serie di questioni che ritengo molto importanti. La prima cosa da fare è quella di migliorare l’emergenza. Per fare questo dobbiamo ad esempio creare degli incentivi, quindi delle indennità,  per il personale che lavora nei Pronto Soccorso, dando delle prospettive lavorative  diverse da quelle di oggi. Dobbiamo poi pensare a rafforzare il territorio, puntando ad esempio al potenziamento dell’assistenza domiciliare ospedaliera. Siccome il presidente Zingaretti sostiene che ci sono tante risorse per l’innovazione, perché non puntare una volta per tutte e bene sulla telemedicina? La telemedicina potrebbe aiutare molto l’assistenza domiciliare. Sulle liste di attesa c’è da molto da fare, i dati sono impietosi. Bisogna farsi aiutare di più dalla tecnologia e guardare con maggiore attenzione a quello che hanno fatto altre regioni.  A proposito di modelli, perché non prendiamo ad esempio quello che ha fatto l’Emilia-Romagna sul 118, dove il personale parte direttamente dalle postazioni dei singoli pronto soccorso e non da quelle del 118? In questo modo il sistema potrebbe funzionare molto meglio. C’è poi da affrontare  la questione burocrazia: serve semplificare, snellire e ridurre la complessità delle procedure amministrative.  Se vogliamo un modello di sanità che funzioni, ci vuole una maggiore complementarietà tra pubblico e privato. Altro tema che ho sollevato è quello del personale sanitario , medico e non medico, prescritto. Su questo ho fatto uno studio approfondito, chiedendo i dati a tutte le aziende. Ci sono delle percentuali paurose. Andrebbe istituita una commissione regionale terza che sia in grado di fare un lavoro serio e di dare la prescrizione al personale che veramente lo merita. Insomma di cose da fare per migliorare la nostra sanità ce ne sono tante. Io, dai banchi dell’ opposizione, e in qualità di membro della commissione sanità, sono pronto a dare il mio contributo costruttivo, fatto di idee e proposte concrete.

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