Partiamo dal presupposto che ormai sono tanti anni, direi, troppi anni, che il Lazio si trova a dover affrontare  l’emergenza rifiuti . E sappiamo anche che è proprio in presenza di tali situazioni che la criminalità organizzata.  trova  terreno fertile.  Quindi, l’esigenza politica, anzi, più che l’esigenza, la responsabilità politica che tutti quanti dobbiamo sentirci addosso è quella di far sì che la Regione Lazio possa al più presto dotarsi di un nuovo Piano dei rifiuti. L’assessore Valeriani ha detto che auspicherebbe che entro il 2019 questa Regione, quindi il Consiglio regionale,  possa approvare un nuovo Piano. Io mi auguro molto prima della fine dell’anno, perché siamo in emergenza e perché è un sistema, il nostro, ormai troppo fragile. Noi dobbiamo sbrigarci. Per questo auspico un piano dei rifiuti il prima possibile. Anche perché non siamo in emergenza solo per lo smaltimento dei rifiuti solidi, e dei rifiuti urbani. C’è anche l’emergenza dei rifiuti industriali. Ci sono tante aziende che ormai hanno sempre maggiori difficoltà nello smaltire i rifiuti industriali.  E ci mancherebbe che per questo si venissero a trovare nella situazione di dover bloccare  la propria attività di produzione. Secondo me , rispetto alla problematica generale dei rifiuti,  è fondamentale capire il concetto che l’alternativa non è tra impianti di incenerimento e raccolta differenziata, ma bensì tra impianti di incenerimento e discariche. Questa  è una delle questioni che bisogna porre. Sarebbe opportuno prima di realizzare il nuovo piano rifiuti , guardare un po’ a quello che succede nelle altre regioni, ma anche a quello che succede nel mondo. Noi abbiamo paesi virtuosi, virtuosissimi, perché non prenderli ad esempio?  Non dico di  copiarli, ma insomma perlomeno di capire bene i modelli organizzativi che hanno questi paesi, che hanno risolto ormai da decenni questa problematica e che da problematica l’hanno trasformata in opportunità,  perché sappiamo che per loro i rifiuti sono delle risorse. Il Belgio, la Danimarca, la Germania, l’Olanda e la Svezia conferiscono l’1 per cento dei loro rifiuti in discarica, l’Austria il 4 per cento e l’Italia ben il 34 per cento. Per quanto riguarda gli impianti di incenerimento il Belgio raggiunge il 44 per cento, la Danimarca il 54 per cento, la Germania il 35 per cento, l’Olanda il 48 per cento, la Svezia il 50 per cento, l’Austria il 38 per cento, l’Italia solo il 21 per cento. Ecco perché dicevo che l’alternativa è tra inceneritori, da una parte, e discariche  dall’altra, e non tra l’incenerimento e la raccolta differenziata. Allora, teniamo presente la Germania che già negli anni Settanta portava avanti una buona politica di raccolta differenziata. La Germania ha il 64 per cento di raccolta differenziata, il 35 per cento di rifiuti inceneriti e l’1 per cento in discarica. Questo è l’obiettivo, secondo me, che si dovrebbe dare anche la Regione Lazio , cioè non avere più bisogno di realizzare nuove discariche (questo bisogna dirlo con grande franchezza). Quindi meno discariche, e comprendere che se la raccolta differenziata in un paese virtuoso come la Germania non va oltre il 64%, è chiaro che il resto dei rifiuti deve essere bruciato negli impianti di incenerimento.  Questo credo sia il modello da seguire. Al di là delle singole responsabilità della Regione Lazio, di Roma Capitale e  dell’Area metropolitana, ritengo quindi che la cosa più importante sia approvare  un nuovo piano dei rifiuti perlomeno prima dell’estate  e che il Consiglio regionale possa essere protagonista e possa approvare un piano politico serio che non sia assolutamente accompagnato da pregiudizi o da ideologie. Ma serve guardare  a quei Paesi che hanno fatto benissimo e che possono essere per noi  dei grandi modelli. Potremmo recuperare così il terreno perso e  avere anche noi un ciclo virtuoso, in cui i rifiuti non sono più un problema ma diventano una grande risorsa……E non vedere più le strade di Roma e di altre cittadine del Lazio sommerse dai rifiuti.

 

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