La vera causa del sovraffollamento dei pronto soccorso è il taglio smisurato del numero dei posti letto che si è registrato nel corso degli ultimi anni. Nel 2005 l’azienda ospedaliera San Camillo aveva circa 1800 posti letto, oggi ne ha meno di 900. Quindi c’è stato un taglio di più del 50%. I pazienti che dopo il triage  devono essere ricoverati, mancando la possibilità di essere collocati  nei reparti, sono costretti a sostare nei locali del pronto soccorso in attesa che si liberi un posto letto o di essere trasferiti in altra struttura.  Nel Lazio e a Roma in particolare  c’è bisogno di una nuova programmazione dei posti letto perché non è possibile che ci sono zone della Capitale, ad esempio Roma nord,  dove il numero dei posti letto per abitante è abbondantemente sopra il 3 per mille e altre zone, come quella della Tiburtina (ospedale Pertini) o di Tor Vergata (PTV) dove si scende sotto il 2.  L’emergenza nei pronto soccorso deve quindi riaprire una seria riflessione sulla necessità di rivedere la  programmazione dei posti letto ospedalieri.

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